Brevetti italiani in crescita nel 2025: nuovo report dell’UIBM

Il 2 marzo 2026, la Direzione Generale per la Proprietà Industriale, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il report delle attività brevettuali per l’anno 2025.

Dai dati pubblicati, si conferma una tendenza in crescita dell’attività brevettuale in Italia, già registrata anche nel report del 2024.

Le domande di brevetto per invenzione industriale sono aumentate del 18,2%

Il report evidenzia una crescita significativa delle domande per invenzione industriale, che ammontano a 11.996, e delle domande di brevetto per modello di utilità, pari a 2.073.

In particolare, le domande di deposito per invenzione industriale sono aumentate del 18,2% rispetto al 2024, mentre le domande per modello di utilità sono aumentate del 13,2% rispetto all’anno precedente.

I titoli di brevetto concessi (in totale 8.577) sono però diminuiti del 5% rispetto all’anno precedente, ma questo dato può essere spiegato anche dal lungo iter che una domanda di brevetto deve attraversare per poter ottenere la concessione.

Un calo del 5% rispetto al 2024 è stato registrato invece per le richieste di apertura della fase nazionale italiana da domande internazionali di brevetto secondo il Patent Cooperation Treaty (PCT).

Nel complesso il numero totale di depositi ricevuti dall’UIBM ammonta a 32.834, registrando un calo del 2% circa rispetto al 2024. Questo numero comprende:

  • i depositi di domande italiane di brevetto, pari a 14.321. In questo numero sono incluse le prime domande di brevetto, nelle varie tipologie, e le domande che rivendicano una priorità (estera o interna);
  • le domande internazionali di brevetto per conto della WIPO (World Intellectual Property Office), pari a 348;
  • le domande di brevetto europeo per conto dell’EPO (European Patent Office), pari a 65;
  • i certificati di protezione complementare per i prodotti medicinali e fitosanitari, pari a 53;
  • le richieste di convalida di brevetto europeo, che ammontano a 18.047.

Come spiega il report, sono proprio le richieste di convalida di brevetto europeo ad aver registrato il calo più drastico, -13% rispetto al 2024. Il report sottolinea come il calo sia comunque in linea con le previsioni statistiche e dovuto all’entrata in vigore nel 2023 del nuovo sistema di brevetto europeo unitario, che non necessita di convalida presso l’UIBM.

La Lombardia è la regione che registra il maggior numero di domande di brevetto, contribuendo al 29,71 % dei depositi per invenzioni industriali, seguita da Piemonte (20,49%), Veneto (11,31%), Emilia-Romagna (10,71%), Lazio (8,51%) e Toscana (4,99%).

Molto interessante, infine, la sezione dedicata ai dati sulle domande provenienti da Università ed Enti pubblici di ricerca.

Il report mostra una forte crescita delle domande di brevetto per invenzione e modello di utilità presentate da Università ed Enti pubblici di ricerca, che nel 2025 sono state pari a 594 con un incremento 20,7% rispetto al 2024. Una crescita che, come sottolinea l’UIBM, è dovuta anche alle politiche di potenziamento degli Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT) promosse dall’UIBM e della riforma dell’art.65 del Codice di Proprietà Industriale che ha centralizzato la titolarità delle invenzioni in capo agli atenei e agli enti di ricerca.

Per quanto riguarda le aree tecnologiche, il report sottolinea che il settore Salute & Biomedicina rappresenta l’area in cui si concentra il 33 % dei brevetti depositati da università ed enti pubblici di ricerca. A seguire troviamo le aree di Chimica & Nuovi Materiali (10,2%), Macchinari & Attrezzature (8,4%) ed Informatica & Sistemi di Telecomunicazione (6,6%).

Le aree tecnologiche relative a Robotica (3,7%) e a Semiconduttori ed Elettronica (2,4%) risultano ancora poco rilevanti in termini di numero di depositi.

Conclusioni

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore Adolfo Urso, sul sito dell’UIBM commenta il report che, come abbiamo visto, riporta un aumento significativo del numero di domande di brevetto in Italia:

È il segno tangibile della vitalità delle nostre imprese, dei centri di ricerca e delle università, che continuano a trasformare le idee in valore e a creare prodotti unici, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo, rafforzando la competitività del Paese“.