Il 12 maggio scorso l’EUIPO ha pubblicato un Report dal titolo “The development of Generative Artificial Intelligence from a Copyright perspective” condotto da un gruppo di ricerca della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Torino e del Nexa Center for Internet & Society del Politecnico di Torino.
In particolare, il Report analizza il rapporto tra lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale generativa (GenAI) e il sistema del diritto d’autore nell’Unione europea.
La ricerca si concentra sugli aspetti tecnici, legali ed economici dell’utilizzo di contenuti protetti per l’addestramento e l’impiego dei sistemi GenAI, evidenziando in particolar modo le implicazioni per i titolari dei diritti d’autore e i fornitori di tali sistemi.
Addestramento dei modelli GenAI e problematiche di input
I sistemi GenAI operano tramite l’analisi di grandi quantità di dati, spesso raccolti dal web mediante tecniche di web scraping. Tali dati, in molti casi protetti da diritto d’autore, vengono utilizzati in diverse fasi dell’addestramento dei sistemi (come, ad esempio, nel pre-training, fine-tuning, reinforcement learning).
La disciplina europea in materia di diritto d’autore si fonda sulla Direttiva 2001/29/CE (Infosoc), di portata generale, cui si sono aggiunte, in epoca più recente, la Direttiva (UE) 2019/790 (Copyright in the Digital Single Market, CDSM), finalizzata ad adeguare la normativa sul diritto d’autore all’evoluzione tecnologica e al contesto digitale, e l’AI Act, che disciplina i profili giuridici connessi all’impiego dell’intelligenza artificiale.
In particolare, la CDSM prevede eccezioni al diritto esclusivo di riproduzione dei titolari dei diritti d’autore per le attività di Text and Data Mining (TDM) svolte a fini di ricerca scientifica e per qualsiasi altro scopo (artt. 3 e 4 della CDSM). Tuttavia, riconosce ai titolari dei diritti d’autore la possibilità di opporsi a tali utilizzi esprimendo una riserva (opt-out), che deve essere manifestata in modo esplicito e attraverso mezzi leggibili dalla macchina.
Il rispetto di tali riserve è obbligatorio per i fornitori di sistemi GenAI secondo l’AI Act, che impone inoltre la pubblicazione di sommari dei dati utilizzati per l’addestramento al fine di permettere ai titolari dei diritti d’autore di esercitare agevolmente l’opt‑out. Tuttavia, l’adozione di strumenti tecnici efficaci per l’espressione e l’applicazione delle riserve di TDM resta una sfida aperta, a causa dell’eterogeneità dei contenuti e delle pratiche settoriali.
Generazione dei contenuti e trasparenza dell’output
Il processo di generazione dei contenuti nei modelli GenAI dipende dal tipo di modello e dal contenuto prodotto. Considerati gli alti costi e le difficoltà legate al continuo addestramento, il Report illustra come si stiano sempre più diffondendo tecnologie come la Real-time Augmented Generation, che integrano la generazione di contenuti basata sull’addestramento con il recupero in tempo reale di informazioni aggiornate disponibili online.
Ad ogni modo, l’AI Act impone trasparenza sui contenuti generati da sistemi di GenAI e il Report in questione analizza diverse soluzioni per identificare e segnalare contenuti generati da AI, evidenziandone vantaggi e limiti. In particolare, sono stati sviluppati strumenti per ridurre il rischio di violazioni del diritto d’autore, come filtri e tecniche per modificare o aggiornare i sistemi dopo il loro rilascio (c.d. “model unlearning” e “model editing”), offrendo anche garanzie legali agli utenti.
Tuttavia, tali strumenti presentano limiti tecnici e applicativi che rendono necessario un coinvolgimento più attivo delle istituzioni pubbliche nel promuovere interoperabilità e standardizzazione delle misure di trasparenza dell’output.
Prospettive economiche e sviluppo di un mercato delle licenze
Recentemente si osserva un crescente interesse per modelli di licenza diretta tra titolari dei diritti d’autore e fornitori di GenAI.
Lo sviluppo di un mercato di licenze sostenibile richiede strumenti tecnici efficaci per consentire di esercitare agevolmente l’opt-out, meccanismi di remunerazione trasparenti, nonché strutture intermediarie affidabili per facilitare l’incontro tra offerta e domanda di contenuti.
Il ruolo delle autorità pubbliche risulta quindi fondamentale anche in questo ambito, sia per promuovere l’adozione di strumenti tecnologici, sia per garantire l’accesso equo e legittimo ai contenuti da parte dei fornitori dei sistemi di GenAI.
Conclusioni
Il Report evidenzia quindi la necessità di un approccio equilibrato che sappia coniugare la tutela dei diritti d’autore con le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. Le complessità introdotte dai sistemi di Intelligenza Artificiale Generativa, sia nella fase di acquisizione dei dati (input) sia in quella di produzione dei contenuti (output), rendono indispensabile l’adozione di soluzioni normative e tecniche armonizzate.
In tale contesto, l’iniziativa dell’EUIPO di istituire entro il 2025 il Copyright Knowledge Centre rappresenta un primo passo significativo in questa direzione, poiché l’ufficio fornirà ai titolari dei diritti d’autore informazioni pratiche su come i loro contenuti possano essere utilizzati dai sistemi di GenAI, sulle soluzioni a loro disposizione per tutelare i propri diritti, oltre a piattaforme di scambio e strumenti per facilitare l’interazione tra i diversi attori coinvolti.
Elena Bandinelli