Il fenomeno degli “Italian Brainrot” nasce sul web come insieme di personaggi surreali generati tramite AI e diffusi principalmente attraverso piattaforme social sotto forma di meme e altri contenuti virtuali.
Il loro successo non è rimasto confinato alla rete, infatti, una delle più importanti case editrici italiane ha avviato la produzione e la commercializzazione di carte collezionabili, gadget scolastici e altri prodotti fisici raffiguranti i personaggi Brainrot.
Tale evoluzione pone interrogativi in merito alla titolarità dei diritti di proprietà intellettuale e industriale.
Il quadro giuridico: AI e diritto d’autore
In relazione ai personaggi Brainrot si pone il quesito relativo alla titolarità dei diritti d’autore sulle opere generate tramite AI.
La normativa nazionale, come già analizzata all’interno di un precedente articolo, ha recentemente chiarito che anche le opere create con l’ausilio di strumenti di AI possono rientrare nell’ambito di tutela autoriale, purché costituiscano il risultato del lavoro intellettuale dell’autore.
Il punto dirimente è quindi il ruolo svolto dall’uomo del processo creativo. In tal senso, l’autore, per essere riconosciuto tale, deve poter dimostrare il proprio apporto creativo, ad esempio attraverso la definizione dei prompt, la selezione e la rielaborazione dei risultati generati ed eventuali interventi successivi di modifica o integrazione.
Nel contesto degli Italian Brainrot, spesso nati come contenuti anonimi e collettivi, la ricostruzione della filiera creativa potrebbe risultare complessa, rendendo difficile stabilire il titolare dei diritti sull’opera.
La corsa alla tutela del marchio
Parallelamente alla questione inerenti alla titolarità dei diritti d’autore, molti soggetti hanno provveduto al deposito di marchi contenenti il segno “ITALIAN BRAINROT”, sia a livello nazionale che internazionale.
Anche sotto il profilo della proprietà industriale si prospettano, pertanto, rilevanti profili di incertezza in ordine all’individuazione del legittimo titolare dei diritti.
In particolare, qualora più soggetti avanzino pretese sul medesimo segno, sarà necessario accertare l’anteriorità dei diritti invocati, la buona fede dei richiedenti, nonché la capacità distintiva e l’eventuale notorietà del segno, elementi tutti determinanti ai fini della validità dei marchi.
Conclusioni e prospettive future
L’attuale successo degli Italian Brainrot è fortemente alimentato dalla novità e dalla viralità del fenomeno, fattori che, per loro natura, presentano un carattere intrinsecamente volatile.
Allo stato attuale, gli Italian Brainrot hanno attirato l’interesse di aziende disponibili a investire anche oltre i confini nazionali. In tale contesto, la definizione chiara dei diritti di proprietà intellettuale e industriale assume un importante rilievo, non solo per prevenire contenziosi, ma anche per garantire uno sviluppo corretto e organico del fenomeno che rappresenta uno dei primi casi di creatività popolare generata tramite l’utilizzo dall’AI.
Elena Bandinelli