L’AI è il presente: il report WIPO 2026 Patent Trends Update in GenAI”

Quando si parla di intelligenza artificiale (AI), si tende a concentrarsi sulle possibili implicazioni future, dando origine a letture molto diverse del fenomeno, a seconda del nostro punto di vista e del taglio che vogliamo dare al ragionamento.

Si finisce così per essere circondati da contenuti utopici da un lato e catastrofisti dall’altro, che alimentano la forte polarizzazione sul tema e lasciano in secondo piano quello che è veramente importante: l’AI nel presente.

Il report WIPO 2026 “Patent Trends Update in GenAI” ci dà l’opportunità di spostare lo sguardo dalle ipotesi alle evidenze e di farci un’idea dell’impatto che l’AI sta già avendo nel mondo dei brevetti.

I numeri

L’AI ha avuto un boom negli ultimi anni, ma la ricerca legata al suo sviluppo dura da diversi decenni. Il 2023 è stato forse l’anno cardine di questo cambiamento. In quell’anno le domande di brevetto relative all’AI sono state 14.000. Nel 2025 sono state 37.800. Nel giro di due anni sono quindi più che raddoppiate, trasformando così una novità in una tendenza consolidata.

Ad oggi si può affermare che l’AI è un settore a tutti gli effetti, come lo sono il tessile, il chimico, l’agricolo. E come lo è l’informatica, che fino a pochi decenni fa veniva considerata una materia futuristica e dai confini poco definiti, proprio come viene considerata oggi l’AI.

Distribuzione dei brevetti AI

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei brevetti AI, il report WIPO mostra una netta predominanza della Cina, che resta incontrastata al primo posto con oltre 43.000 domande di brevetto nel biennio 2024-2025.

Il dato interessante, però, è la diffusione di brevetti AI worldwide, con un incremento delle domande di brevetto AI superiore all’80% negli Stati Uniti, in Canada, in Svizzera e in Germania.

Il Giappone, trascinato da Softbank, che da solo vanta quasi 3.000 domande di brevetto AI nel biennio 2024-2025, supera addirittura il 200% di incremento, puntando ad affermarsi come ulteriore polo AI in Asia.

OpenAI e State Grid

Un dato interessante del report riguarda OpenAI: il colosso AI, probabilmente il più conosciuto su scala globale, ha solamente 35 domande di brevetto a fine 2025.

Numeri minuscoli se si comparano a quelli di società come Microsoft che, sommando tutte le tipologie di brevetti, in totale ne possiede oltre 100.000. Questo dato può significare che Open AI deve ancora lavorare molto da questo punto di vista e che conta di procedere con diverse domande di brevetto nei prossimi anni, ma può essere anche un segnale di una scelta precisa di tutelarsi in altri modi, facendo affidamento su segreti industriali. Il paradosso è che State Grid Corporation of China, la più grande azienda di servizi pubblici al mondo, che si occupa principalmente di costruzione e manutenzione di reti elettriche, possieda 1.144 brevetti AI.

Conclusioni

Analizzando il report WIPO, ci rendiamo conto che l’AI e, di conseguenza, le domande di brevetto relative, stiano entrando sempre più trasversalmente in tutti i settori. Si sta infatti notando un passaggio dall’utilizzo dell’AI in ambito strettamente legato alla tecnologia a un utilizzo generale che denota come questa sia diventata una componente fondamentale di ogni settore.

Il futuro dell’AI si può ipotizzare in molti modi, ma ad oggi rimane solo una fantasia, con tutte le derive del caso. Quello che è certo è che l’AI è il presente e forse vale la pena concentrarsi su questo per costruire un futuro migliore.

Amedeo Sebastiani