Come si tutelano le opere create con l’AI?
A questa domanda risponde il booklet “Intelligenza Artificiale e Diritto d’Autore”, pubblicato da SIAE il 29 luglio 2026, una breve guida che vuole offrire ad autori ed editori chiarimenti e indicazioni pratiche per orientarsi in un quadro ancora in evoluzione, dal training dei modelli al deposito delle opere create con l’AI.
L’AI nel processo creativo
La guida si apre con una sezione dedicata alla definizione dei sistemi di AI generativa (GenAI), spiegandone il funzionamento, le opportunità e i rischi.
La GenAI viene presentata come uno strumento già ampiamente utilizzato nel settore creativo che ha dato origine a un importante e complesso dibattito globale ancora aperto su vari aspetti del diritto d’autore.
L’AI, come sottolinea la guida, può essere un importante aiuto nel processo creativo per generare bozze, immagini e testare varianti. Usarla senza regole però espone a rischi da non sottovalutare, tra cui compromettere la tutela di ciò che si crea.
Più che stabilire se un’opera sia stata “fatta con l’AI”, ai fini della tutela diventa fondamentale saper ricostruire il processo creativo e il contributo umano dell’autore.
Training: le opere utilizzate per addestrare i modelli
Un altro aspetto interessante della guida riguarda il tema del training e dei contenuti utilizzati per le fasi di addestramento dei sistemi AI.
SIAE ricorda di aver esercitato nel 2024 il diritto di opt-out per il repertorio che tutela, opponendosi all’utilizzo delle opere per l’addestramento dei sistemi di AI generativa.
“Dal momento in cui SIAE ha esercitato l’opt-out: le opere degli iscritti SIAE non possono essere usate per attività di addestramento di sistemi di GenAI senza autorizzazione preventiva. Anche le operazioni di TDM sulle opere degli iscritti sono soggette ad autorizzazione preventiva. I fornitori di servizi di GenAI che intendono utilizzare queste opere devono negoziare con SIAE le condizioni, anche economiche, della licenza. L’obiettivo è garantire un compenso adeguato ed equo ad autori ed editori.”
La guida sottolinea però un limite: l’opt-out non ha effetto retroattivo e non è possibile escludere che alcune opere siano già state utilizzate per l’addestramento di alcuni sistemi, anche se, come sottolinea la guida, SIAE sta lavorando per tutelare gli autori anche in questi casi.
Opere create con l’AI: cosa si può (e non si può) depositare
Questa rappresenta forse la sezione più interessante per gli autori e creatori.
La guida conferma l’approccio già definito dalla legge italiana sull’intelligenza artificiale (legge n. 132 del 23 settembre 2025, che abbiamo analizzato in questa serie di articoli), sottolineando allo stesso tempo che restano alcuni aspetti da chiarire, in particolare rispetto al livello minimo di creatività o di apporto umano necessario.
La guida, quindi, evidenzia come l’utilizzo di uno strumento di GenAI di per sé non esclude la possibilità di tutela: il punto centrale è il ruolo svolto dall’autore nel processo creativo.
Gli strumenti di GenAI possono essere utilizzati come strumenti di supporto: se il risultato finale è il frutto del lavoro intellettuale dell’autore e della sua capacità di intervenire e rielaborare in modo creativo il materiale prodotto dal sistema AI, l’opera può rientrare nella tutela autoriale ed eventualmente essere depositata.
Al contrario, se il contenuto viene generato automaticamente dall’AI senza un apporto creativo umano rilevante, questo potrebbe non essere considerato tutelabile e di conseguenza, non rientrare tra le opere depositabili come opere dell’ingegno.
La guida sottolinea anche un principio essenziale: l’intelligenza artificiale non può essere considerata autrice, coautrice o titolare di diritti e, proprio per questo, chi deposita deve poter assumere la responsabilità del proprio contributo creativo e delle informazioni fornite.
Consigli pratici
Altra sezione interessante è quella dedicata ai consigli pratici, in cui SIAE sottolinea alcune buone pratiche per usare l’AI nel processo creativo rispettando le regole:
- Prompt: attenzione a inserire opere e materiali di terzi, in quanto si potrebbe incorrere in violazioni di diritti d’autore, anche involontariamente
- Impostazioni: verificare nel sistema che si utilizza se conversazioni e prompt possono essere utilizzati per il training
- Output: controllare sempre il contenuto generato prima di pubblicarlo, soprattutto per eventuali elementi riconducibili a opere protette.
In sintesi
La guida “Intelligenza Artificiale e Diritto d’Autore” della SIAE mira ad offrire informazioni pratiche e chiarimenti per orientarsi in una fase in cui la tecnologia e il diritto stanno ancora definendo i propri confini. La guida non aggiunge novità al quadro normativo attuale, ma mostra che SIAE è consapevole delle sfide dell’AI che gli autori ed editori si trovano ad affrontare.
Per chi crea, ciò che rimane fondamentale è usare i sistemi AI con attenzione, controllare ciò che si pubblica e saper rispondere del proprio contributo creativo.
Giulia Tibo